Army Of One


mercoledì, gennaio 28, 2009
 

"If you're going to try, go all the way.

Otherwise don't even start. This could mean losing girlfriends, wives, relatives, jobs. And maybe your mind. It could mean not eating for three or four days. It could mean freezing on a park bench. It could mean jail. It could mean derision. It could mean mockery, isolation. Isolation is the gift. All the others are a test of your endurance. Of how much you really want to do it.

And you'll do it, despite rejection in the worst odds. And it will be better than anything else you can imagine. If you're going to try, go all the way. There is no other feeling like that. You will be alone with the gods. And the nights will flame with fire.

You will ride life straight to perfect laughter. It's the only good fight there is. "

Charles "Hank" Bukowski

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lunedì, giugno 30, 2008
 

"Happiness is only real when shared."

Christopher Johnson McCandless (12 Febbraio1968 – 18 Agosto 1992)

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martedì, giugno 17, 2008
 

Una Nazione Carnivora

In Occidente l’unicità della razza umana è sostenuta in particolar modo dagli aderenti alla tradizione giudaico cristiana. Negli Stati Uniti la maggior parte dei teisti si identificano come cristiani e questo credo ha radici profonde, alle spese di milioni di animali. Possiamo solo immaginare quanto l’America sarebbe migliore e più vicina al regno di pace che descrive la Bibbia se i cristiani smettessero di uccidere gli animali. Sfortunatamente la nazione cristiana è diventata sinonimo di nazione carnivora. La maggior parte dei membri del Movimento Hare Krishna trova estremamente facile seguire la regola che vieta il consumo di carne. Perfino chi lascia la coscienza di Krishna rimane vegetariano. I nostri figli si astengono dalla carne anche quando non seguono le altre pratiche. E per quasi tutti i devoti lasciare la carne non ha presentato nessuna difficoltà.

Ecco perché per noi è così difficile capire perché i cristiani non riescono a farcela. Una ragione è che non vedono cosa ci sia di male nel mangiare carne. I devoti rispondono a questo con incredulità. Com’è possibile pensare che vada bene uccidere inutilmente degli animali, spesso con una crudeltà inimmaginabile? Per chi mangia la carne l’esecuzione degli animali avviene lontano dagli occhi, nelle industrie di macellazione. Quello che succede nei macelli è così terribile che in questo settore c’è il più elevato tasso di rotazione tra i lavoratori. Lo slogan “abbiamo bisogno di proteine” è anch’esso
falso. Agli esseri umani non serve la carne per sopravvivere. Nessuno è malnutrito nel Movimento Hare Krishna. Sono vegetariano da più di trent’anni e sto benissimo. L’abitudine di mangiare carne di solito viene ereditata. Chi è nato e cresciuto in famiglie carnivore tende a rimanere un mangiatore di carne. Non ci pensano, a loro piace la carne.

E secondo il tipo di cultura nella quale sono nati, piace un tipo particolare di carne. L’abitudine orientale di mangiare i cani fa inorridire la maggior parte dei mangiatori di carne occidentali. Un famoso aneddoto racconta di una ragazza occidentale che, entrata in un bazar, sceglie un bellissimo cagnolino da compagnia per vederselo poi consegnare scuoiato, sbudellato per bene, impacchettato e pronto per essere cucinato. Quando un famoso giocatore di football americano è stato recentemente incriminato con l’accusa di organizzare dei combattimenti tra cani, il suo maltrattare i cani ha disgustato milioni di americani che mangiano la carne e che in qualche modo ignorano il fatto che almeno i cani hanno la possibilità di combattere, cosa che non succede agli animali al macello.

E’ importante capire che la non violenza verso gli animali non sminuisce in alcun modo il fatto di prendersi cura degli esseri umani, l’obbiettivo dell’ideale cristiano. Di fatto l’industria della carne danneggia gli esseri umani e non solo moralmente e spiritualmente. I cristiani vogliono dar da mangiare agli affamati ma il terreno utilizzato per allevare gli animali da macello potrebbe essere usato molto più efficacemente se coltivato a cereali. E il pascolo utilizzato per gli animali da macello sta distruggendo milioni di acri di terra. Essere vegetariani è chiaramente un buon modo di servire l’umanità. Una veloce ricerca in internet mostra molti fatti, da diverse prospettive, in favore del vegetarianesimo. Come devoti di Krishna, la nostra motivazione è semplice: noi mangiamo solo del cibo che sia stato offerto a Krishna ed Egli vuole del cibo vegetariano. La lunga lista di benefici che vengono da un’alimentazione vegetariana è solo uno tra i tanti esempi delle cose positive che giungono, perfino qui in questo mondo, dalla devozione verso Krishna. Perché essere devoti di Gesù non dovrebbe portare dei benefici simili?

da un articolo di Nagaraja Dasa

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giovedì, aprile 24, 2008
 
Un mio vecchio amico mi ha mandato il link qui sotto: all'inizio pensavo fosse il "solito video stile Lega Anti Vivisezione" e non c'ho fatto molto caso...ma poi un giorno che ero annoiato mi sono messo a guardarne un pezzo e anche se non ce l'ho proprio fatta a vederlo tutto, ne sono rimasto profondamente turbato....nonstante segua una dieta strettamente vegetariana da oltre 15 anni...
Se avete 10 minuti per guardarne almeno un pezzo, fatelo!
Potete scegliere anche i sottotitoli in Italiano, se le immagini non bastassero.

http://veg-tv.info/Earthlings

"Uccidere è la negazione dell'amore. Uccidere o mangiare qualcosa che un'altra persona ha ucciso è godere nella crudeltà. E la crueltà indurisce i nostri cuori e rende ciechi i nostri occhi, e diventiamo incapaci di vedere che quelli che uccidiamo sono i nostri fratelli e sorelle nella famiglia della Creazione"
G.L.Rudd "Why kill for food?"


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domenica, marzo 02, 2008
 

Un classica storia cinese presa del Lie Zi, circa 400 A.C.

La bellezza sta negli occhi di chi guarda.

Sulla strada per Song, Yang, incontra un uomo in viaggio con le sue due mogli nella città di Ni.  Una è bella, l'altra normale.  Ma lui preferisce quella normale.  Sentendo questo, Yang gli chiede il perchè.
L'uomo risponde:
"Quella bella sa di essere bella.  Io non lo so.
Quella normale sa di essere normale.  Io non lo so.
Una persona cattiva sa di essere cattiva.  Io non lo so."
Yang risponde:
"Mi ricorderò di questa lezione.
Un santo si comporta da santo di sua spontanea volontà".

E' da un anno e mezzo che non aggiorno il blog, e qualcuno penserà che potevo scrivere qualcosa di meglio di questa storia cinese.  Forse, ma se ci riflettete sopra ci troverete un sacco di significati profondi e riflessioni da applicare a quello che ci succede ogni giorno...sono molto affezionato a questa storia, e non vedevo l'ora di tradurla per metterla nel blog.  Mi sembra un'ottima rimpatriata.

Per quanto mi riguarda, dall'Ottobre 2006 sono stato in India 6 mesi, sono tornato in Italia, sono tornato in India altri 6 mesi, new love, new life e poi niente più, ho lavorato come metalmeccanico per pagarmi il biglietto, ho surfato con i delfini in Karnataka, viaggi di 55 ore di treno, ho finalmente letto Siddharta, mi sono fatto crescere la barba, ho comprato decine di chili di libri a Vrindavana, ho studiato yoga, tra 8 ore inizio un nuovo lavoro e mi ritrovo a sentirmi un piccolo uomo con tanta strada da fare, ideali e valori che si scontrano con la mia umanità.  Penso che passerò il resto della mia vita con il cuore spezzato, perchè credo di aver capito che faccio fatica a innamorarmi, ma sono assolutamente incapace di dis-innamorarmi delle persone.  La vita è buffa. E corta.  Cerco di non prendere troppo seriamente le cose non serie (quasi tutte!) e di vivere prima che sia troppo tardi.

Se avete voglia di scrivermi due righe, fate pure, a me fa piacere

postato da ArmyOfOne | 23:15 | commenti (2)


mercoledì, ottobre 25, 2006
 
"Gesù ha detto: "Se chi vi guida vi dice: sì, il regno é nei cieli, allora gli uccelli saranno in vantaggio, se vi dicono che é nel mare, allora i pesci vi precederanno. Ma il Regno é dentro di voi e fuori di voi. Quando voi vi conoscerete allora sarete conosciuti e saprete che siete voi i Figli del Padre Vivente. Ma se vi capita di non conoscere voi stessi, allora restate poveri e siete la povertà stessa"..."Io sono la luce che si diffonde su tutti. Io sono il Tutto. il Tutto esce da Me e il Tutto ritorna a Me. Tagliate del legno: io sono lì. Sollevate una pietra, lì mi troverete". ( vangelo di Tommaso) Pace a voi"
l'ultimo post del blog di Ioannes

E allora arrivederci Ioannes e a presto, e grazie per il dono delle parole che quelli che sono finiti sul tuo blog hanno potuto gustare.  Speranza e frustrazione ci accompagnano fino alla fine della nostra esistenza, e anch'io sono qua spreando di poter comunicare una "buona novella" a chi passa di qui.  E poi, lo sappiamo, il mondo dei blog ha raggiunto la saturazione di teen-agers che cercano di fare le sexy e che parlano dei vestiti che hanno comprato.  Per fortuna c'è un'opzione.  Anzi, tante.
Sicuramente le qualità che mi hai sempre attribuito sono esagerati, ma come dice una vecchia storia zen cinese "Beauty lies in the eyes of the beholder", la bellezza è negli occhi di chi guarda.

Grazie di tutto.

Pace e bene.
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sabato, ottobre 21, 2006
 
Hipster guy: I erased two years of my life with drugs. Two solid years! But I'm too smart to erase more than that.

--Chinatown bus
(overheardinnewyork.com)

E io?  Quanti anni della mia vita ho cancellato?

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venerdì, ottobre 20, 2006
 
Umiltà.
Sincerità.
Gratitudine.
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giovedì, ottobre 12, 2006
 
Sri Krishna Bhagavan uvaca:

"Colui che non è invidioso di nessuno ma si comporta con tutti come un amico benevolo, non si considera il proprietario di niente ed è libero dal falso ego, è equanime nella gioia e nel dolore, tollerante, sempre soddisfatto, padrone di sé e determinato a compiere il servizio devozionale, con mente e intelligenza fisse in Me, questo devoto Mi è molto caro.
Colui che non è mai causa di difficoltà per altri e dagli altri non è mai turbato, che è equanime nella gioia e nel dolore, nella paura e nell'ansia, Mi è molto caro.
Colui che non dipende dal corso ordinario degli eventi, che è puro, esperto, libero dalle preoccupazioni e dalla sofferenza, che non aspira al frutto delle sue azioni e Mi è devoto, Mi è molto caro.
Colui che non gioisce né si rattrista, non si lamenta né desidera, rinuncia a ciò che è favorevole come a ciò che non lo è, e Mi è devoto, Mi è molto caro.
Colui che è imparziale con gli amici e i nemici, equilibrato nell'onore e nel disonore, nel caldo e nel freddo, nella gioia e nel dolore, nella fama e nell'infamia, sempre libero da ogni cattiva compagnia, sempre silenzioso e soddisfatto di tutto, incurante della dimora, fisso nella conoscenza e impegnato nel Mio servizio devozionale, Mi è molto caro.
Coloro che seguono la via imperitura del servizio di devozione e s'impegnano in modo totale, con fede, facendo di Me l'obiettivo supremo, Mi sono molto, molto cari."

Bhagavad Gita 12.13-20
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giovedì, ottobre 05, 2006
 


Ieri sera Sri Krishna e' venuto dritto dritto da me che stavo facendo le foto del festival per darmi una "manata" di burro....mahaprasada, indian style...Sri Macanchor Bhagavan ki! jay!!
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domenica, ottobre 01, 2006
 
Stamattina sono andato a comprare i biscotti per fare colazione e alla baracca, costruita sopra le fogne a cielo aperto, dove vendono questi biscotti c'era un babaji nudo.  Tornando all'ashram ho dato due rupie a un ragazzino che aveva un cobra dentro a un cestino di vimini.  Sono andato a fare il bagno alla Yamuna, all'Akrura Ghat.  Con la bicicletta, ho dovuto pedalare per piu' di mezz'ora per i sentieri tra le foreste e i boschi per arrivarci.  Quando sono arrivato non si sentiva altro che pace, ho finito di cantare i giri, ho guardato la Yamuna e le mucche della goshalla li' di fianco, ho fatto il bagno e mi sono asciugato all'ombra.  Sono tornato e c'erano le donne in sari che ripulivano la strada raccogliendo i sassi e la sabbia a mano, per metterli in un contenitore di metallo non piu' grande di un'insalatiera.  Sotto il sole di mezzogiorno, mentre i loro bambini neonati dormivano sdraiati a bordo della strada.
Di solito i posti o si amano o si odiano.  L'India, tutte e due.
postato da ArmyOfOne | 09:35 | commenti (3)


sabato, settembre 30, 2006
 
Mi hanno fatto cambiare quattro ashram in dieci giorni....che pizza. Oltre al caldo, alla polvere, le infezioni, la gente che parla - giustamente - solo Hindi, una nazione assolutamente disfunzionale come l'India, bambini che non sai non sopravviveranno, malattie ed epidemie, gente pazza, niente acqua calda ne' elettricita'....ahhh, mi sto lamentando troppo.  Meglio non pensarci troppo.  C'era un album dei Fugazi che si chiamava Red Medicine e quando hanno chiesto a Ian MacKaye il perche' di quel titolo, ha risposto "E' come quello sciroppo rosso che ti davano da piccolo, era amarissimo ma ti faceva guarire".
postato da ArmyOfOne | 06:22 | commenti (1)


martedì, settembre 26, 2006
 

vidya-vinaya-sampanne
brahmane gavi hastini
suni caiva sva-pake ca
panditah sama-darsinah

TRADUZIONE

Illuminati dalla vera conoscenza, gli umili saggi vedono con occhio uguale il brahmana nobile ed erudito, la mucca, l'elefante, il cane e il mangiatore di cani [intoccabile].

  SPIEGAZIONE

Una persona cosciente di Krishna non fa distinzioni di casta, razza o specie. In una prospettiva sociale, il brahmana può differire dall'intoccabile, come il cane, la mucca e l'elefante differiscono per quel che riguarda la specie, ma queste distinzioni del corpo non hanno alcuna importanza per lo spiritualista situato nella conoscenza. Sapendo che il Signore Supremo è presente nel cuore di tutti gli esseri nella forma di Paramatma, la Sua emanazione plenaria, egli vede ogni essere in relazione col Supremo. Questa comprensione del Supremo è la vera conoscenza.
(Bhagavad Gita 5.18)
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venerdì, settembre 15, 2006
 
Questa è una lettera che avevo scritto quasi un anno fa...non so perchè ma mi andava di pubblicarla qui...forse è solo mancanza di contenuti.

°Si. Piu' che altro mi capita ripensando ai devoti. Proprio potente. E' difficile da spiegare ma quando avevo 17 anni, per noi ragazzini intrippati con gli Shelter e lo straight edge i devoti erano la cosa piu' figa che esistesse sulla faccia della terra. Anzi, sembrava che venissero proprio da un altro pianeta. Dovevi vedere che venerazione avevamo per qualsiasi cosa venisse dagli Hare Krishna...un volantino, un bastoncino di incenso, un dolcetto al cocco. Sapevamo che erano tutte cose sacre, eravamo capace di dividerci un dolcetto in 4 o 5 persone, e lo mangiavamo con una tale devozione - dopo aver cantato il pranama mantra di Prabhupada che avevamo sentito nei dischi degli Shelter....quando vedevo in giro dei devoti ero cosi' attratto ma cosi' intimorito anche....stavo li' un po' aspettando che qualcosa succedesse ma non riuscivo ad avvicinarmi, e allora me ne andavo. Non mi era mai capitato di avere delle sensazioni cosi' forti da un gruppo di persone. Avevo diciassette anni, non me ne fregava niente di nessuno, ne' del Papa ne' del presidente degli Stati Uniti.
Adesso mi capita di pensare a quei giorni e voglio riassaporare quelle sensazioni, ma e' difficile, perche' in qualche modo sono passato "dall'altra parte". Un ragazzino che mi vede puo' pensare che io sia un devoto. con il dhoti, la sikha e il tilak, ma in realta' sono piu' simile al ragazzino che a un devoto. Cosi' mi sento. Poi dopo aver conosciuto i devoti per tanti anni e averci vissuto insieme vedi anche gli aspetti meno positivi, in qualche modo un po'  cade quella poesia iniziale....che viene sostituita da una comprensione piu' profonda e reale della vita spirituale, ma quella fascinazione iniziale se ne va', in parte. E allora bisogna ripensare ai dolcetti al cocco, al profumo che hai sentito la prima volta che sei andato al tempio e a quei giovanotti cosi' sorridenti e luminosi che ti facevano un po' paura. Anche la parola "Hare Krishna" aveva un suono cosi' misterioso ed esotico, ogni tipo di strana immagine mi veniva in mente...stanze illuminate solo da candele, colori forti e una nebia mistica creata dall'incenso, mentre i monaci mormorano le loro preghiere.
Si dice che Krishna quando veniamo in contatto con i devoti ci dia un goccia di nettare per incoraggiarci e poi "chiude il rubinetto" per spronarci ad andare avanti, avanti, di nettare ce ne un oceano ma dobbiamo cambiare per diventare qualcosa di piacevole agli occhi di Krishna e nuotare in questo oceano d'amore di Radha e Krishna ...."sri-radha-govinda-preme sada jena bhasi".°
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lunedì, settembre 04, 2006
 
No.  Alla fine non ci sono andato a Raval.  La maledizione di Montezuma e tutte quelle robe li' insomma.  Sara' per la prossima vita.

Prima di partire, stavo pensavo ai discorsi di un mio seppur caro amico.  Piu' di discorsi, sguardi esplicativi.  Il tutto ruotava intorno al solito discorso "scienza contro religione" e mentre parlavo e cercavo di esporre in modo comprensibile le miei comprensioni, pensavo.  Pensavo a quanto e' triste una vita se le uniche cose in cui crediamo sono le cose che possono venire spiegare in modo razionale o scientifico.  Si perdono proprio le cose piu' belle della vita, seppur materiale.  L'amore, i sentimenti, la spiritualita', Dio.  Come si fa?  Pensare che i sentimenti sono solo dei neurotrasmettitori che vanno da una parte all'altra del cervello e che noi siamo solo un insieme di componenti chimici, materia....Si puo' davvero vivere cosi'?
Per non parlare della creazione universale.  Credere che la creazioni di innumerevoli universi si sia creata "casualmente" da un'esplosione avvenuta nel "nulla", mi sembra proprio un insulto all'intelligenza, senza mezzi temini.Mi ricordo poi mi come leggevo delle interviste fatte a dei grandissimi scienziati di fama mondiale nel campo della fisica nucleare e molti dicevano che con la ricerca cosi' avanzata si arriva a un punto in cui la materia appare cosi' perfettamente progettata nel suo funzionamento che non e' piu' possibile , anche per quegli stessi scienziati, negare l'esistenza di un'intelligenza superiore che ha creato tutto questo e lo fa funzionare a perfezione.  Io quella intelligenza la chiamo Dio, e veramente faccio fatica a comprendere come si possa negae tutto questo.
"Tutto riposa di di Me come perle su un filo."  Bhagavan Sri Krishna, Bhagavad Gita
postato da ArmyOfOne | 15:11 | commenti (3)